Psicologo Bergamo - Dott. Claudio Donadoni

I disturbi d'ansia: attacchi di panico, fobie, disturbi ossessivo-compulsivi

Ansia, fobie ed ossessioni

I disturbi d’ansia sono una classe di disturbi molto diffusi e largamente trattati nello studio dello psicologo psicoanalista.

Tra i disturbi d’ansia sono compresi i disturbi d’attacco di panico, i disturbi d’ansia generalizzata, i disturbi agorafobici, i disturbi post-traumatici da stress, le fobie (semplici e sociali) e i disturbi ossessivo-compulsivi.

In questo gruppo è possibile inserire anche l’ipocondria, in quanto ansia focalizzata sul corpo.

L'ansia

L’ansia è un normale meccanismo psicofisiologico di difesa che ci segnala la presenza di un pericolo reale di fronte a noi.

L’ansia che si avvia a diventare ansia patologica viene frequentemente sperimentata come uno stato di allarme, accompagnato da sensazioni di inquietudine e di attesa affannosa per un pericolo imminente ma indefinibile.

In alcuni casi l’ansia si manifesta di fronte a situazioni di “apparente normale quotidianità” (ad esempio uscire di casa, oppure infilarsi in un ascensore); il sentimento ansioso può qui essere tenuto a bada “aggirando l’ostacolo” (ad esempio rimanendo in casa, o scegliendo le scale al posto dell’ascensore).

Quando i sentimenti di ansia diventano più profondi, cronici, e investono quasi completamente la persona fino a toccare le fibre più profonde del suo essere - aprendo così la porta anche a vissuti depressivi e di perdita di speranza - ciò significa che si è avuta una trasformazione in quello stato d’animo definito come angoscia.

Agli stati di ansia si possono inoltre associare manifestazioni più strettamente somatiche e neurovegetative, quali ad esempio tachicardia, dispnea, nodo alla gola, formicolii agli arti, sudorazione, tremore, bocca secca.

Negli stati acuti e negli attacchi di panico, il soggetto può sperimentare anche una profonda paura di morire, di impazzire, e comunque di perdere il controllo su di sé e sul mondo circostante.

Quando lo stato ansioso è polarizzato su contenuti specifici della realtà esterna, sotto forma di un timore eccessivo per situazioni, oggetti o attività (paura delle strade, negozi affollati, ponti, metro, aerei, animali, ecc.) allora prende il nome di disturbo fobico.

Ossessioni e compulsioni

Anche il disturbo ossessivo-compulsivo fa parte dei disturbi ansiosi. Ciò che lo caratterizza è rappresentato da uno stato d’ansia e di angoscia provocati dalla comparsa ossessiva, di idee, pensieri, impulsi o immagini che si “intromettono” nella sua mente contro la sua volontà.

Contro tali ossessioni la persona cercherà di combattere attraverso le compulsioni, e che non sono altro che comportamenti o pensieri ripetitivi che egli metterà in atto per prevenire gli stati di ansia o di angoscia che accompagnano le sue ossessioni, o per impedire eventi o situazioni temute.

Le ossessioni più comuni riguardano la paura di contaminarsi, il dubbio che si insinua in ogni circostanza della vita quotidiana, il timore di perdere il controllo di ciò che li circonda, ed in particolare il timore di non poter controllare gli impulsi aggressivi.

Le compulsioni più comuni, analogamente ai temi delle ossessioni, riguarderanno la compulsione a lavarsi, a lavarsi le mani, a controllare, contare, o richiedere frequentemente rassicurazioni sui dubbi che lo assillano.

I disturbi d’ansia hanno frequentemente un’origine profonda e collocata nell’infanzia della persona che ne soffre, e sono l’espressione di conflitti interiori e di fondamentali esperienze infantili che non sono state sufficientemente elaborate.

La psicoanalisi è sorta e si è sviluppata nel corso di tutto il secolo scorso proprio a partire dallo studio dei disturbi più sopra descritti, e rappresenta ancor oggi la terapia principe degli stati ansiosi, fobici ed ossessivo-compulsivi.

La sua finalità è quella di aiutare il paziente a riscoprire nell’ attualità delle sue relazioni, le radici infantili ed inconsce dei conflitti che hanno provocato i suoi disturbi, e le difese che egli ha cercato di mettere in atto nel tempo per ridurre la sua sofferenza.

Questo lavoro è propedeutico per poter poi elaborare e superare i conflitti che ne sono alla base.