Psicologo Bergamo - Dott. Claudio Donadoni

I disturbi depressivi: l'autostima

I disturbi dell'autostima

I sentimenti di autostima riflettono i livelli di soddisfazione che una persona ha di sé e la fiducia nelle proprie capacità nell’affrontare le difficoltà ed i problemi della vita; in altre parole il sentimento di autostima rappresenta il valore che ognuno ha di sé stesso e su questo poggia la nostra capacità di assumere responsabilità affettive, professionali, ecc... con un buon livello di sicurezza interiore.

I sentimenti di scarsa autostima, di disvalore delle proprie capacità, o nei confronti di tutta la personalità, possono derivare da una discrepanza fra l’immagine del sé “reale” rispetto ad un’altra immagine troppo “alta” o idealizzata di sé.

In altre parole la sofferenza nasce dalla differenza che esiste fra come egli si percepisce nella sua vita di tutti i giorni, e come egli desidererebbe tanto essere. Questa differenza tra le due percezioni può essere dovuta alla presenza nel soggetto di una immagine molto idealizzata di sé, e dunque irraggiungibile, ma può essere anche dovuta ad una sottovalutazione delle sue reali capacità (affettive, relazionali, sociali, professionali, ecc...).

In ogni caso un basso livello di autostima si esprime in scarsa fiducia verso di sé, in difficoltà nel rapporto con gli altri, in una scarsa fiducia nel mondo, una difficoltà a definire i propri traguardi e a perseguire le proprie aspirazioni nella vita. Questa situazione porta a voler dipendere dagli altri in quanto percepiti come più capaci, più sicuri, o ad avere il loro consenso per poter prendere delle decisioni.

Sono queste le situazioni in cui il soggetto, non trovando dentro di se una sufficiente base di sicurezza e autostima su cui contare, appare obbligato a rivolgersi alle relazioni esterne come fonte di gratificazione, di sicurezza e di rifornimento narcisistico per il proprio sé. Tutto ciò comporta anche una comprensibile esposizione all’ ansia ed una tendenza alla passività, scarso spirito di iniziativa e all’ambivalenza.

Al polo opposto, la presenza di una autostima eccessiva si manifesta in una persona che appare molto orgogliosa di sé, testarda e sicura.

Tale eccessiva sicurezza impedisce però al soggetto di essere consapevole dei propri errori, impedisce di apprendere dall’esperienza e modificare le proprie modalità di approccio alla realtà, o i propri obiettivi in funzione delle difficoltà incontrate.

Ancora più avanti lungo questa via potremo trovare soggetti con alti livelli di presunzione e con sentimenti di superiorità (disturbi narcisistici).

I disturbi dell’autostima si accompagnano spesso ai disturbi dell’alimentazione ai disturbi dell’umore e degli istati d’ansia.

Le persone con bassa autostima sono persone che soffrono per tale motivo, e sono pertanto più inclini a richiedere un aiuto psicoterapico dallo psicologo, onde poter ristabilire un riequilibrio interno fra capacità e aspettative.

Al contrario, le persone con un senso di autostima molto più alto rispetto a quanto realisticamente egli è in grado di mettere in campo, e che per questo può generare nel soggetto problemi certamente di grado non inferiore a quelli presenti nei soggetti con bassa autostima, presentano a volte maggiori difficoltà a chiedere aiuto proprio per via della loro eccessiva sicurezza.