Psicologo Bergamo - Dott. Claudio Donadoni

Disturbi psicosomatici e dipendenze patologiche

Disturbi psicosomatici

L’approccio generale ai disturbi psicosomatici prevede il superamento della consueta divisione mente-corpo, e considera l’essere umano come una unità integrata nella quale alcuni cambiamenti osservati sul piano psicologico, fisico o sociale mostrano inevitabili ripercussioni anche sugli altri piani.

Date queste premesse generali, noi possiamo osservare come i disturbi psicosomatici si manifestano nel momento in cui alcuni stati emotivi – legati a prolungate esperienze stressanti – non sono elaborati e rappresentati a livello psicologico.

Le fonti dello stress, inoltre, possono essere sia esterne alla persona (ambientali, sociali) che provenienti dal suo mondo esterno. In ogni caso, la mancata elaborazione psicologica degli stimoli stressanti si riverbererà attraverso il corpo o su specifici organi interni, dando luogo al Disturbo Psicosomatico.

Alcuni dei più comuni disturbi psicosomatici sono rappresentati da forme di aritmie cardiache, da tachicardia, possono partecipare alla creazione o mantenimento dei sintomi asmatici, della colite ulcerosa e spastica, colon irritabile, degli stati ipertensivi transitori e cronici, possono essere implicati nei disturbi gastrici cronici e nell’ulcera gastroduodenale, ecc...

Se da un lato è necessario, in questi casi, effettuare anche una visita medica specialistica relativa agli organi od apparati fisici implicati nel disturbo, un approccio psicoterapico adeguato da parte dello psicologo permetterà sicuramente una elaborazione ed una sufficiente mentalizzazione degli stimoli e delle emozioni sottostanti al disturbo psicosomatico, impedendo così la sua trasformazione e cronicizzazione in una vera e propria malattia fisica.

Le dipendenze patologiche

Le dipendenze patologiche sono caratterizzate dalla comparsa di comportamenti o di abitudini patologiche sui quali la persona che ne soffre perde ogni possibilità di controllo. Le modalità e le forme delle dipendenze patologiche possono essere molto diverse fra di loro, e possono coinvolgere primariamente il corpo o la mente del soggetto.

Nel caso di un coinvolgimento soprattutto corporeo avremo un abuso di sostanze (eroina, cocaina, alcol, ecc.), la cui dose dovrà essere aumentata nel tempo per dar luogo agli stessi effetti sulla persona che ne fa uso (aumento della soglia di tolleranza), e per evitare i “sintomi di astinenza” che sopravvengono nel caso in cui il soggetto non continui l’assunzione delle sostanze con un aumento progressivo della loro dose. La sintomatologia generale di astinenza può manifestarsi attraverso un imponente malessere generale con sudorazione, dolori gastro-intestinali, ecc...

Quando invece una dipendenza coinvolge soprattutto a livello psicologico, il soggetto sarà sopraffatto dal bisogno di mettere in atto quello specifico comportamento che è l’oggetto della sua dipendenza, quale può essere il gioco d'azzardo, il cibo, Internet, ecc...

Le forme della dipendenza

Dalla classica e tradizionale dipendenza da alcol, in questi ultimi anni si è sviluppata una vera e propria “emergenza dipendenze”; attualmente le più diffuse sono:

In Italia sono più di due milioni le persone che soffrono di pornodipendenza, per definizione una forma di compulsione che porta ad un abuso sempre maggiore di materiale pornografico. Il 6% della popolazione maschile sviluppa una dipendenza sessuale, e questa dipendenza viene favorita anche dalla facilità in cui si può reperire questo tipo di materiale (internet, ecc...).

Le conseguenze di tale dipendenza sono analoghe a quelle derivanti dall’uso di sostanze, e sono rappresentate da un bisogno sempre maggiore di aumentare la variabilità del materiale pornografico ed insieme ricercare una sempre maggiore esacerbazione dei contenuti in esso ricercati per ottenere perlomeno lo stesso livello di piacere.

Nello stesso tempo tutto ciò comporta un notevole aumento dei sensi di colpa e un corrispettivo abbassamento dei livelli di autostima. D’altra parte si hanno conseguenze anche sui rapporti sessuali “reali”, con sintomi sessuali di impotenza e di diminuzione importante dei livelli di desiderio sessuale.

Quella del gioco d'azzardo, o ludodipendenza, è una delle prime forme di dipendenza non legata alla droga.  Secondo dati recenti, in Italia sono quasi 700mila le persone che soffrono della dipendenza dal gioco d’azzardo. In questi casi il desiderio di giocare si trasforma in una ossessione del bisogno di vincere tale per cui il rischio è rappresentato dalla perdita di forti somme di denaro, dalla eccitazione durante la fase di gioco, ma a volte, quando l’eccitazione cade con una pesante perdita, si possono affacciare alla mente del giocatore anche pensieri di suicidio.

Depressione, angoscia, stress, ecc, diventano a volte esperienze insopportabili per la persona che ne soffre, dove il gioco rappresenta allora una via di fuga da tali difficili realtà interne.

La dipendenza dal cibo (Bulimia, ecc), che si manifesta con un desiderio irrefrenabile e compulsivo di mangiare, trovando in tale comportamento una temporanea soddisfazione ed un allentamento di molte difficoltà, in Italia tocca circa tre milioni gli individui che convivono con questa patologia, la maggior parte di questi sono persone in fase adolescenziale.

Si parla di Internet addicition Disorder quando una normale attività di interazione, di utilizzo e consultazione di internet diventa una vera e propria ossessione. A lungo andare questo comportamento di dipendenza può comportare un ritiro sociale di grado diverso, e parallelamente si consolida una tendenza a vivere in un mondo virtuale.

Alcune caratteristiche comuni alle diverse forme di dipendenza, e che possono aiutare ad identificarle, sono rappresentate dall'incapacità della persona dipendente di portare a termine i propri compiti, dall'uso continuativo della sostanza o dei comportamenti di dipendenza nel tempo, il ritiro dalla vita famigliare e sociale per poter soddisfare la propria esigenza e la non ammissione del problema.

Alcuni autori segnalano anche una possibile predisposizione biologica alle dipendenze come uno dei fattori di rischio: questa consisterebbe in una alterazione della produzione di neurotrasmettitori endogeni (specialmente la dopamina) su cui possono agire le sostanze che creano dipendenza.

Altri fattori di rischio possono essere dati dal contesto sociale e familiare, o condizioni di vita particolarmente stressanti che possono portare la persona a fare abuso di un comportamento trasformandolo in patologia.

Questo variegato panorama segnala molto probabilmente una crescente fragilità delle nuove generazioni che necessitano di una relazione di appoggio con il mondo esterno, di dipendenza, e con la precisa finalità di sostenere e di contenere il proprio funzionamento psichico.

L’obiettivo psicoterapeutico con le persone che soffrono di dipendenze patologiche è quello di sostituire attraverso la relazione terapeutica una dipendenza “cattiva”, che schiavizza, con una dipendenza buona, che può aiutare a crescere e a costruire dentro la persona un suo senso di compiutezza e di indipendenza.